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#SCAIStorming2022 / Mondo virtuale, opportunità reali? L’enigma del metaverso alla prova del mercato

“Il metaverso non sarà soltanto una serie di mondi virtuali, ma più probabilmente una realtà ibrida, virtuale, aumentata e fisica”

Torino, 1 giugno 2022 – L’evento SCAI Storming nasce qualche anno fa per dare forma nuova al business, indirizzare investimenti di Ricerca e Sviluppo, alimentare la nostra curiosità: per l’edizione 2022 abbiamo scelto la splendida cornice del Circolo del Design insieme alla ristorazione sociale di MagazziniOz. Tema della giornata: il metaverso. Abbiamo invitato ospiti esperti del mondo ICT per aiutarci a individuare definizioni e casi d’uso, proposto tavole rotonde multidisciplinari, creato spazi di confronto con workshop focalizzati sulle aree di mercato e i centri di competenza delle nostre società. 

Ci siamo immersi nella realtà virtuale dei progetti ETT S.p.A. con DanteVR e Moon Landing VR 360. Una nuova avventura SCAI che ci accompagna alla scoperta degli scenari futuri.

Mondo virtuale, opportunità reali? 

L’enigma del metaverso alla prova del mercato

Questo il titolo dell’edizione 2022 dell’evento #SCAIstorming andato in scena a Torino venerdì 27 maggio. Protagonista lo scambio di pensieri e spunti tra i team SCAI, con un insieme di ospiti esperti del mondo ICT che hanno condiviso previsioni, analisi e casi d’uso, miti e realtà di questo concetto tanto attuale: il metaverso. In questo scenario le tecnologie immersive giocheranno un ruolo driver nel prossimo futuro sempre più virtuale, con impatti trasversali sulla società: dal comportamento dei consumatori alle opportunità di business, dagli impatti sociali e culturali alle evoluzioni sulla privacy.

La sfera virtuale è diventata uno spazio onnicomprensivo, in cui gravitano commercio, istruzione, intrattenimento, costruzione di comunità, benessere, lavoro e altro ancora. Ma il potenziale del metaverso, o meglio dei metaversi su cui esistono opinioni e definizioni in divenire, potrebbe andare oltre il dominio digitale e fisico, consentendo interazioni che uniscono e integrano le due sfere. Ne ho parlato Massimiliano Cipolletta, CEO Gruppo SCAI aprendo la giornata e avviando i lavori. 

The metaverse does not exist: così il nostro ospite Edoardo Zavarella, Senior Consultant per Forrester, introduce il suo intervento. A presentarlo, Marino Piroddi, CTO Gruppo SCAI. Il metaverso non sarà soltanto una serie di mondi virtuali, ma più probabilmente una realtà ibrida di realtà virtuale, aumentata e fisica, in cui criptovalute e Blockchain potranno giocare un ruolo, non per forza esclusivo. Non si tratta quindi di una ‘rinuncia’ al mondo fisico, ma di uno strato tridimensionale dell’esperienza internet, un layer che si aggiunge al percorso evolutivo della rete: dall’internet 1D al mondo 2D social per giungere a una terza dimensione che genererà valore per le aziende solo se si riuscirà a definire l’interoperabilità tra le piattaforme, protocolli standard di trasferimenti di asset e identità digitali.

Proprio l’interoperabilità è stata al centro del panel Attraverso i Metaversi: collegare più mondi tra identità e interoperabilità, dibattito moderato da Loredana Chianelli, Business Line Head Process Excellence & Business Transformation SCAI Partners, con Massimo Chiriatti (CTO Lenovo e autore di Incoscienza Artificiale), Marina Geymonat (Head of Innovation Lab, Sisal), Ernesto Damiani (Senior Director of Robotics and Intelligent System Institute Khalifa University) e Riccardo Cipriani (Digital Marketing Manager, Disney).

Massimo Chiriatti propone tra le definizioni di metaverso quella di internet in soggettiva, spazi dove le aziende intrecceranno con i consumatori un  rapporto sempre più stretto: non si acquisteranno più solo prodotti, ma valori etici ed esperienze. Per l’autore di Incoscienza Artificiale il contenuto viene ancora prima della relazione sociale: prima di chiederci cosa venderemo dovremmo chiederci chi siamo.

A concentrarsi sul concetto di identità è anche Marina Geymonat. La sua riflessione tocca punti di vista umanistici, sociologici e comportamentali che potrebbero condizionare la diffusione massiva del metaverso, quali: la sincronicità necessaria nelle interazioni nel metaverso, elemento a cui i social network e i messaggi vocali ci hanno disabituati ormai da anni; l’effetto “uncanny”, cioè di leggero disagio, di fronte anche al migliore tra gli Avatar che simula espressioni umane. Interessante anche il tema della disintermediazione: chi sarà la Google del metaverso? L’attuale paradigma della search reggerà o nascerà qualcosa di nuovo, cambiando gli equilibri dei giganti del Web? Infine, Geymonat ha sottolineato come la standardizzazione sia necessaria anche per l’ingresso nel nuovo ecosistema di una pluralità di attori chiamati a garantire un sistema valoriale inclusivo. Secondo Chiriatti tutta la storia di internet è un continuo oscillare tra forze che spingono verso la centralizzazione e forze opposte, e questo “pendolo” continuerà il suo moto anche nel futuro.

Intervenuto in collegamento, Ernesto Damiani racconta come le industrie italiane si stiano dimostrando competitive sul campo anche a livello internazionale, come dimostrato nell’ultima Expo a Dubai. Perchè il metaverso possa essere funzionale sono necessari gli investimenti di tutti gli operatori e di tutte le filiere. Riccardo Cipriani arricchisce il dibattito raccontando l’esperienza Disney: il mondo dell’intrattenimento è sempre più complesso ed entrano in gioco sempre nuovi player. É ancora in divenire la progettualità di un’esperienza immersiva all’interno di un parco fisico o totalmente virtuale. L’obiettivo in tutti i casi è portare il 3D a livelli avanzati, tenendo conto che il mondo gaming influenza con l’economia dell’esperienza, concetto che ritorna, in tutti i settori, anche quelli non legati all’entertainment.

Nel secondo panel della giornata, Nuove opportunità di business per il comparto ICT nell’era del Metaverso, Giovanni Verreschi (CEO ETT)  e Matteo Ventrella (ETT) hanno illustrato progetti sperimentali e casi d’uso in più settori: cultura, edutainment, marketing, moda, formazione. 

Tra gli ospiti invitati a portare la propria expertise anche Marco Novelli (Territory Manager AWS Amazon) – con il quale Gruppo SCAI sta portando avanti un fertile percorso di partnership AWS.  Not just a game: ricorre lungo tutto il dibattito il tema dell’integrazione di vari settori e mercati all’interno di un territorio di gamevertising.

L’approccio di Verreschi, nel moderare il panel, resta realistico: vedremo i primi esiti di piena applicabilità delle tecnologie non prima di 10/15 anni. Già nella presentazione di Forrester si evidenziavano tra gli ambiti di applicazione più promettenti per le tecnologie immersive il campo del training, delle simulazioni sul lavoro e dello shopping virtuale, il settore dei gruppi bancari e delle utilities.

Nel suo intervento Walter Faioni (Account Director and Italy Lead Forrester) menziona dati da report recenti evidenziando come lo sforzo di Forrester sia teso ad framework consolidati per capire come i consumatori saranno propensi a entrare nel mondo dei metaversi.

A chiudere l’evento sono intervenuti Gian Piero Pepino, Corporate Managing Director e Claudia Pizzato Corporate HR Director, che hanno riassunto con gli Head of Market facilitatori dei workshop pomeridiani, le parole chiave della giornata e le prospettive future dei nostri centri di competenza. 

Lo SCAI Storming si conferma un’occasione non soltanto per discutere di business ma anche per rafforzare le relazioni tra le persone di SCAI e arricchire il proprio sguardo ascoltando esperienze e punti di vista anche di altre realtà: un approccio organico che crea valore esponenziale a partire dalla “contaminazione” di saperi. Come ha ribadito Massimiliano Cipolletta, il metodo migliore per valorizzarle è metterle a disposizione.

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