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Premio Tesi di Laurea Ingenio al Femminile

La determinazione delle donne concorre a ridurre il gender gap nel mondo stem

Parliamo dell’adesione al progetto “Premio Tesi di Laurea Ingenio al Femminile” con Claudia Pizzato, Corporate HR Director di Gruppo SCAI, attraverso le domande stimolo proposte da CESOP.

Abbiamo inoltre raccolto un breve contributo di Massimo Decorato, Direttore Tecnico di SCAI Puntoit, di due colleghe dell’area Business Solutions, Valentina Bettini ed Emanuela Gaj, entrambe con profili STEM e di Amedeo Leone, specialista e consulente SAP in SCAI Fast.

Quali sono i punti di contatto tra la vostra Azienda e lo spirito del Premio Tesi di Laurea Ingenio al Femminile?

In Gruppo SCAI, abbiamo scelto di supportare questa iniziativa che rafforza il tema dell’inclusione di esperienze e di generi a partire dall’Ingegneria, arricchita da una visione umana. Come network di aziende cresciute nel mondo ICT, siamo infatti convinti che un ambiente di lavoro accogliente e inclusivo che ad esempio punti sullo sviluppo della presenza e del protagonismo femminile migliori il successo dei progetti e la nascita di idee creative.

Con l’accelerazione verso la transizione digitale, sappiamo che il futuro del mondo del lavoro richiede, in modo sempre più marcato, un orientamento STEM in tutti i comparti. E il nostro settore, caratterizzato da più sbocchi applicativi e specializzazioni variegate, mostra ancora una carenza di competenze nonché una forte discrepanza tra domanda e offerta. Per non parlare del gender gap, ancora troppo alto. Si tratta di uno scoglio da superare, non solo come espressione di un movimento femminile o del raggiungimento di un obiettivo numerico ma come visione che deve includere la partecipazione attiva sia di uomini che di donne, per favorire un cambio di prospettiva.

In primis, a giocare un ruolo determinante, il tessuto economico italiano, tuttora caratterizzato principalmente da imprese dove spesso vige lo stereotipo e il pregiudizio di genere: la segretaria è donna, il programmatore software è uomo.

In seconda battuta, la percezione che le donne hanno di sé. Spesso non si sentono portate per le materie STEM, non si reputano “all’altezza” e ritengono di non avere un bagaglio di competenze coerenti con queste discipline, evitando così di intraprendere percorsi formativi tecnici. Qui un importante ruolo è rappresentato dalla famiglia che influisce nella scelta dei percorsi scolastici.

Iniziative come il “Premio Tesi di Laurea Ingenio al Femminile” vanno sostenute e moltiplicate su tutte le fasce di età, così da raggiungere un impatto a livello culturale dei singoli, delle famiglie e delle realtà aziendali.

L’obiettivo 5 dell’Agenda 2030 promuove il raggiungimento della parità di genere: significa eliminare ogni forma di discriminazione contro le donne e le ragazze. All’interno di questo contesto, avete implementato o avete in programma di implementare programmi di parità di genere e inclusione lavorativa? Se sì, in che modo la vostra azienda promuove il talento femminile al suo interno? Come avete declinato il valore della sostenibilità in attività concrete e iniziative per diffondere questa cultura in azienda?

Gruppo SCAI sviluppa i talenti, senza alcun pregiudizio di genere, di etnia o culto. La parità di trattamento e di percorsi di crescita professionali fa parte dei nostri valori che attuiamo promuovendo competenza, professionalità e ambizione, non per quote, ma per merito. Le attività interne che svolgiamo non sono volte ad incentivare l’assunzione solo in termini percentuali o di trattamento economico. Vogliamo sensibilizzare le giovani promesse, stimolando i nostri team di lavoro nel divulgare una cultura che riduca il divario di genere e avvicini le ragazze alle materie tecnico-scientifiche.

In tal senso, stiamo immaginando un evento di sensibilizzazione e coinvolgimento dei dipendenti, allargato alle famiglie, per chi vorrà, sia per trasmettere la varietà del nostro settore professionale sia per dare la giusta attenzione ai differenti contesti territoriali e culturali che ci vedono coinvolti. Comunicare con le famiglie significa anche rapportarsi in modo concreto con più fasce d’età, una bella sfida.

Inoltre, in occasione di eventi di formazione interna, convention, open talk o eventi di recruiting, puntiamo a dare spazio e voce ai colleghi come alle colleghe, valorizzando leadership e competenza che non sono né maschili né femminili. Cerchiamo di applicare lo stesso approccio in relazione agli enti di formazione, alle università e alle associazioni con cui collaboriamo per progetti di recruiting, learning, networking, leadership building. Sui temi dell’inclusione, nello specifico, abbiamo aderito a progetti, internazionali e locali, come Powercoders (attivando tirocini e assunzioni di ragazzi stranieri insieme a UNHCR e altri enti no profit) e Generation Italy, a sostegno dell’occupazione di giovani ragazze e ragazzi con percorsi di formazione sul coding.

Lasciamo a voi la parola: qual è il messaggio più importante che vorreste condividere con una platea di giovani donne laureate e laureande in materie tecniche?

Lascio la parola a Valentina Bettini ed Emanuela Gaj, due colleghe che hanno un background accademico al Politecnico di Torino e lavorano nella Holding del Gruppo SCAI, SCAI Spa (dove tra l’altro più del 50% dei dipendenti è donna), rispettivamente su Controllo di Gestione e Finanza Agevolata. “Vorremmo trasmettere alle studentesse l’importanza di non lasciarsi sopraffare dalle motivazioni che giustificano, erroneamente, l’attuale divario di genere nell’istruzione tecnico-scientifica e nell’occupazione di figure con competenze STEM. Ragazze, coltivate la passione per l’ingegneria, la matematica e le scienze in generale, così da beneficiare degli stimoli, dell’ambizione e degli obiettivi che possono scaturirne. Anche se la maggioranza dei modelli di riferimento riconosciuti nell’immaginario collettivo è a stampo maschile, potete partire dal riconoscervi nella vostra propria capacità. Facile a dirsi, certo, ma se riuscite a rafforzare i vostri punti di forza riconoscendo gli aspetti da migliorare, imparerete a gestire le difficoltà”.

Aggiungo al commento di Emanuela e Valentina che il messaggio è duplice. So che il percorso che avete intrapreso può avervi posto davanti a difficoltà ed ingiustizie, ma la vostra tenacia vi traccerà la strada del vostro futuro, perché solo attraverso la costanza e l’esempio quotidiano sarà possibile raggiungere una reale parità di genere ed arrivare in un momento storico in cui sarà un concetto talmente ovvio da non richiedere che se ne parli. Non cercate di raggiungere i vostri traguardi prendendo come guida dei role model maschili, ma siate voi stesse “modello”: valorizzate le caratteristiche femminili che vi contraddistinguono, perché non si raggiunge la parità trasformandosi in altro, ma agendo in coerenza con se stessi.

Tre parole che associate al Premio Tesi di Laurea Ingenio al Femminile:

Determinazione, Differenza e Uguaglianza.

Avete già attivato programmi di formazione o avete intenzione di formare il management e gli stakeholder all’uso degli strumenti e procedure connesse al tema sostenibilità?

La sostenibilità è un tema molto ampio che deve essere studiato e perseguito in relazione al business e in coerenza con le esigenze del sistema in cui si vive. In particolare, uno dei primi step delle organizzazioni per avere un impatto positivo con il proprio business è partire dalla soddisfazione lavorativa delle persone che la compongono. Le attività formative come le SCAI Academy, gli eventi di recruiting, i workshop tra colleghi, la partecipazione a iniziative e le attività associative ci vedono sempre di più a contatto con il territorio, attento alle tematiche della sostenibilità dove il digitale può essere un fattore abilitante. Non abbiamo ancora una strategia specifica sulla sostenibilità, certificata da standard o con percorsi strutturati, ma da anni abbiamo progetti che stanno evolvendo sempre di più in questa direzione, sia verso l’interno sia verso i nostri clienti, attraverso le tecnologie e le soluzioni digitali che puntano a migliorare processi, accessibilità ai luoghi culturali, metodi di lavoro.

L’uguaglianza di genere, soprattutto in ambito formativo e lavorativo, non è raggiungibile in modo esclusivo ma con la compartecipazione pratica e concreta dei colleghi di studio e lavoro di sesso maschile.

Lascio la parola a due colleghi, Amedeo e Massimo.

Amedeo Leone

32 anni, consulente SAP, SCAI Fast

Laureato in Ingegneria Gestionale, Università della Calabria, vive e lavora a Milano

Nel mio percorso di studi, per quanto ci fosse una prevalenza di studenti maschili, fortunatamente ho assistito a rari episodi di discriminazione. Però l’elemento grave è che sussistono, è una problematica molto frequente, anche nei gruppi di lavoro.

Attualmente, in SCAI Fast, oltre all’attività come consulente SAP per i nostri clienti, mi occupo della formazione dei tirocinanti, come team leader. Per me è un’occasione importante per trasmettere in modo concreto e non a parole i valori dell’azienda ovvero far respirare da subito alle nuove persone del team un’atmosfera inclusiva. Il cambiamento di prospettiva passa dalle micro-azioni quotidiane: atteggiamenti nelle riunioni di lavoro, partecipazione ai progetti, scelta del lessico, team building, ecc.

Sia all’università che nella posizione che ricopro ora, le mie figure di riferimento sono sempre principalmente donne: una professoressa dell’Università della Calabria che mi ha fatto appassionare a SAP e una responsabile di team che è fonte di ispirazione per i miei obiettivi di carriera e formazione. Secondo me, le ragazze e le donne offrono un valore aggiunto perché nel problem solving hanno una visione lungimirante, più orientata al futuro, vedono con più apertura le cause dei problemi e, allo stesso tempo, hanno una prospettiva più ampia. In questo, le differenze vanno valorizzate. Genere a parte, il fatto di aver avuto esempi positivi, siano essi uomini o donne, permette a nostra volta di comportarci in modo aperto e inclusivo verso i colleghi e le colleghe.

Massimo Decorato

Cyber Security Director SCAI Puntoit, Laureato in Scienze dell’Informazione, specializzato in cybersec

Come in tutti i settori ICT, anche la cyber security vede una grande disparità di genere, in Italia più che in altri paesi europei. In azienda stiamo puntando molto sulle selezioni che favoriscano la presenza femminile, cercando di sviluppare un approccio che si avvicini e si apra ai talenti senza distinzione di genere. Per fare questo è molto importante la sinergia tra le varie funzioni aziendali, tra chi si occupa delle tecnologie e dello sviluppo del business insieme a chi fa selezione del personale. Nel mio osservatorio professionale, spesso mi capita di avere a che fare con realtà internazionali e noto che, soprattutto negli ultimi anni, stanno nascendo studi e applicazioni che partono dai concetti di Ethical Hacking o che riguardano le tematiche globali e trasversali della Digital Footprint. Si aprono così, nel settore ICT, scenari interessanti per parlare di cyber security, ma non solo, di tecnologia in generale, con una visione inclusiva e sostenibile. Accennando allo smart working, la cybersec, ma gli strumenti digitali in generale, sono abilitanti di un modo di vivere più sostenibile che impatta su: work-life balance, gestione del tempo, trasparenza nei processi e verso i clienti.

In un mondo sempre più digitale, un altro elemento fondamentale è la formazione che permetta un dialogo concreto tra mondo imprenditoriale e mondo accademico e che favorisca collaborazione e aggiornamento continuo. Non servono solo figure tecniche verticali, ma bisogna creare le condizioni affinché la tecnologia sia a servizio della collettività ed espressione di reali bisogni. Per questo c’è bisogno anche di avere competenze umanistiche. Bene che donne come le tesiste del bando di Ingenio al Femminile approfondiscono temi così attuali e che hanno matrici sociali, antropologiche ed economiche, valori aggiunti per l’impianto ingegneristico e tecnico che caratterizza il nostro lavoro.

Key Contact
Claudia Pizzato
Corporate HR Director
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