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Internet of Things: pilastro dell’Industria di quarta generazione

Il manifatturiero e la Industry 4.0: un connubio che sfrutta tutte le potenzialità dell’ Iot in crescita per piccole, medie e grandi imprese italiane

robot che lavorano con internet

La Smart Manufacturing non può fare a meno di una serie di tecnologie che rappresentano i pilastri della rivoluzione dell’Industria 4.0. I dispositivi e le applicazioni IoT aiutano a migliorare la gestione degli impianti e a ottimizzare i processi produttivi, controllare le risorse energetiche e perfezionare la connessione tra tutti gli attori all’interno e all’esterno della filiera produttiva, che, di conseguenza, assume un valore maggiore. Immediatamente accanto a questa formula vincente, ritroviamo tutte le tecnologie che affiancano ai modelli tradizionali il supporto di oggetti intelligenti, assicurando una completa integrazione tra hardware e software: Machine Learning, Cloud, Cyber Physical Systems, Robotica.

Dal monitoraggio della sicurezza alla tracciabilità delle lavorazioni, dallo sviluppo di nuovi prodotti a tutto ciò che ruota intorno al mondo del Facility Management, le applicazioni industriali IoT permettono di avere sempre a disposizione un bacino informativo fondamentale per identificare eventuali inefficienze, monitorare i consumi, prevedere le necessità future e pianificare attività automatizzate, con generosi risparmi di tempi e di costi. 

Diversi gli ambiti coinvolti: l’agricoltura, con il monitoraggio dei parametri microclimatici e la riduzione degli impatti ambientali, così come la gestione automatica di impianti e sistemi di edifici; la Smart Factory, con l’adozione di sistemi in cui oggetti fisici e rappresentazioni digitali comunicano – Cyber Physical Systems (CPS) -, la Smart Logistics e le reti elettriche intelligenti; le nuove logiche di gestione della produzione e di pianificazione della supply chain, lo Smart Lifecycle – con il miglioramento nella gestione del ciclo di vita di nuovi prodotti -, la raccolta e l’analisi di dati importanti per il settore della salute pubblica, la domotica, e tutto ciò che riguarda i servizi nelle Smart City del presente e del futuro.

IoT nell’industria 4.0. L’Italia e lo scenario internazionale

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Internet of Things e illustrati nel report rilasciato ad aprile 2022, il 2021 è stato un anno di ripresa importante per l’IoT in Italia. Il mercato ha toccato i 7,3 miliardi di euro (+22% rispetto al 2020; oltre i livelli pre-Covid: 6,2 miliardi di euro nel 2019). A crescere, insieme al mercato, anche l’offerta di soluzioni IoT con nuovi servizi di valore, grazie alle grandi quantità di dati raccolti da oggetti connessi con un valore dei servizi che raggiunge quota 3 miliardi di euro, circa il 40% del mercato IoT complessivo, +25%

rispetto al 2020. 

L’Osservatorio, in collaborazione con il Politecnico di Milano, ha svolto un’indagine su grandi imprese e PMI italiane e ha rilevato che ben l’80% delle grandi aziende ha attivato servizi a valore aggiunto basati sull’Internet of Things (+4% rispetto al 2020). 

Anche il 40% delle PMI, fisiologicamente meno disinvolte nell’adottare nuove tecnologie, ha deciso di aumentare gli investimenti in questa direzione. Sembra crescere quindi, accanto al mercato, anche la consapevolezza da parte delle aziende, dai privati alle Pubbliche Amministrazioni, riguardo alla necessità di nuove strategie e modelli di business basati sulle potenzialità dell’IoT per rendere i processi industriali sempre più sicuri ed efficienti

Tra gli altri dati significativi nella ricerca dell’Osservatorio emergono gli standard e i protocolli di comunicazione più promettenti in ambito IoT: dagli sviluppi di dispiegamento della tecnologia 5G alle reti Low Power Wide Area (LPWA) SigFox e LoRaWAN

Questo scenario viene confermato anche dai dati riportati nel rapporto Anitec-Assinform Il Digitale in Italia 2022, che delineano uno scenario evolutivo di intensa crescita per il mercato IoT in Italia, spinta anche dalle aree di applicazione trasversali delle tecnologie di prossimità per il raggiungimento degli obiettivi strategici nei vari contesti di mercato all’interno del PNRR.

I principali investimenti in ambito Industry 4.0 vedranno l’applicazione di queste nuove tecnologie cruciali per il potenziamento della sicurezza perimetrale e Cybersecurity, OT (Operational Technology) Security, nell’area Smart Factory con l’implementazione di sistemi di controllo della qualità, sistemi di campo e collaborative robot e i progetti di manutenzione predittiva attraverso l’implementazione di sistemi IoT, finalizzati a ottenere risparmi nei costi di riparazione oltre a

ridurre i possibili blocchi nell’attività produttiva per effetto di guasti non previsti. Anche i Digital Twins rappresentano un fattore importante nel risolvere problemi comuni con largo anticipo rispetto ai prodotti rilasciati sul mercato, ridurre i difetti dei prodotti e i costi di produzione, accorciare il time-to-market, risparmiando tempo e denaro nelle simulazioni.

Uno scenario, questo, che trova conferme anche sul piano internazionale: se nel 2015 un’indagine del World Economic Forum su 250 leader di mercato rilevava che l’88% non comprendeva appieno i modelli di business e le implicazioni a lungo termine dell’IoT industriale per i propri settori, già nel 2019 IoT Analytics mostra un cambiamento in corso, con un buon 25% di soluzioni IoT implementate nelle imprese. Secondo un recente sondaggio del 2022 ben il 72% degli imprenditori e dei decision maker intervistati hanno dichiarato di avere in previsione l’implementazione di iniziative e investimenti IoT per la propria azienda. Ad oggi, le imprese che non hanno in programma una strategia Industry 4.0 possono considerarsi quindi in minoranza. 

Le analisi sul piano globale confermano anche le motivazioni che spingono sempre più soggetti a comprendere le potenzialità IoT: in primo luogo l’avanzamento tecnologico – chipset sempre più potenti, 

l’adozione diffusa dei servizi Cloud, la containerizzazione del software, lo sviluppo di strumenti middleware sempre più sofisticati e di interfacce aperte (Edge Computing), il continuo miglioramento di standard e protocolli di comunicazione e la crescente disponibilità di modelli e librerie di Intelligenza Artificiale.

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