Visori di realtà aumentata e smartglass: il futuro è arrivato

Che sia attraverso la realtà virtuale completamente immersiva – con dispositivi in grado di consentire un nuovo tipo di interazione uomo-computer (Virtual Reality, VR) – o la nuova tecnologia della realtà aumentata (Augmented Reality, AR) – in cui le immagini digitali si sovrappongono alla visione del mondo intorno a noi – la possibilità di essere immersi in altre dimensioni non è più concetto che appartiene a un futuro lontano. 

Quasi tutte le grandi aziende tecnologiche si stanno affrettando a sviluppare visori VR o AR, con l’idea  che quello che è stato a lungo un mercato di nicchia potrebbe diventare qualcosa di molto più grande.

Secondo i dati pubblicati da Statista.com, entro il 2023 ci saranno circa 2,4 miliardi di utenti di realtà aumentata mobile (AR) in tutto il mondo: un aumento di 2,2 miliardi rispetto ai 200 milioni visti nel 2015. Previsioni che rispecchiano gli investimenti in atto nei grandi colossi tecnologici. Meta, la società madre di Facebook, ha venduto circa 10 milioni di dispositivi Quest 2 negli ultimi 18 mesi e lancerà Cambria, un headset più avanzato, entro la fine dell’anno. Microsoft ha lanciato con successo HoloLens 2 e si prevede che Apple presenterà al mondo il suo primo headset verso la fine del 2022. Google sta lavorando su una serie di occhiali, visori come Google Glass o Magic Leap One, già dotati di importanti funzionalità in realtà aumentata, ma dalle dimensioni un po’ ingombranti; la seconda generazione verrà lanciata a settembre 2022, vantando un campo visivo più ampio. 

Un prodotto che sembra aver trovato un compromesso tra funzionalità e praticità è Spectacles 4, ossia i visori di Snapchat, con un peso di soli 134 grammi (contro i circa 50 di un paio di occhiali normali) e un design accattivante. Le lenti in realtà aumentata danno la possibilità all’utente di scattare foto e video da pubblicare sui social network. Indossati invece, possono sovrapporre prati fioriti al pavimento di casa, proiettare il sistema solare all’interno di una stanza o materializzare zombie che escono dalle pareti. Tuttavia, gli Spectacles presentano qualche svantaggio: la durata della batteria (soli 30 minuti); la tendenza a surriscaldarsi;il campo visivo circoscritto a un piccolo quadrato al centro dell’obiettivo. Per questo, gli occhiali AR sono ancora una nicchia all’interno di una nicchia, per costo elevato e prestazioni non ottimali.

L’utilizzo della realtà aumentata, inoltre, al momento è più comune nel settore intrattenimento anche se ha già iniziato a muovere i primi passi in campi differenti

Ancora poche persone usano quotidianamente la realtà virtuale: il 90% dei 2 miliardi di dollari versati per i contenuti VR l’anno scorso è stato speso per i giochi, secondo Omdia, perchè il gaming sta diventando un ambiente in cui si creano eventi e opportunità di business di ogni genere. Tim Cook, il CEO di Apple, ha comparato la realtà virtuale e la realtà aumentata sottolineando come la seconda abbia il vantaggio di non isolare l’utente; Apple ha mostrato uno scarso interesse per il metaverso immersivo che invece piace molto a Zuckerberg, amministratore delegato di Meta. Nel frattempo Quest 2 di Meta è stato di gran lunga il prodotto più popolare con una quota del 78% del mercato combinato AR/VR durante l’anno (IDC).

La strategia VR di Meta ruota attorno ai contenuti a pagamento – principale fonte delle ricchezze di Facebook – e per questo motivo sta vendendo le sue soluzioni  il più velocemente possibile in modo da creare un pubblico per gli inserzionisti. Il prossimo visore Cambria, infatti, combina uno schermo con telecamere frontali sui volti per acquisire espressioni facciali e monitorare gli annunci su cui si soffermano maggiormente i bulbi oculari.

Per tornare al paragone di Tim Cook tra AR e VR, sembra essere molto interessante quindi una forma più ibrida, che integri realtà virtuale e aumentata. Anche il CEO di Microsoft, Satya Nadella, ha affermato che la realtà estesa sarà una delle tre tecnologie che daranno forma al futuro (insieme a intelligenza artificiale e calcolo quantistico). 

Il mercato mondiale degli headset AR/VR è cresciuto del 92,1% anno su anno nel 2021 con spedizioni che hanno raggiunto 11,2 milioni di unità, sempre secondo la società di dati International Data Corporation (IDC). Circa il 90% di questi set venduti oggi sono VRed  entro un decennio le vendite di visori AR potrebbero competere con quelle degli smartphone nei mercati maturi.

Saremo destinati quindi a utilizzare questi visori nella vita di tutti i giorni, eliminando la mediazione tra mondo fisico e mondo digitale rappresentata dallo smartphone? Probabilmente sì. E così, ad esempio, le indicazioni stradali di Google Maps compariranno direttamente sull’asfalto o una freccia digitale ci indicherà il prodotto desiderato al supermercato.

Con la tecnologia indossabile – orologi, auricolari intelligenti e, presto, anche occhiali intelligenti – il telefono potrebbe diventare il back office del personal computer piuttosto che la sua interfaccia principale.

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