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Digitalizzare il patrimonio culturale: dalla conservazione alla valorizzazione

Il significato del termine digitalizzazione viene spesso frainteso. Nell’immaginario comune, molti lo associano soltanto alla Digital Transformation, intesa come il processo di integrazione delle tecnologie digitali in tutti i comparti aziendali. Altri lo intendono solo come la conversione dal cartaceo al formato elettronico. In realtà, la digitalizzazione, nella sua trasposizione di tutte le fonti scritte in formato digitale, comporta un adattamento totale dell’impresa all’era digitale.

Nell’ambito del patrimonio culturale, cosa significa digitalizzazione

Si tratta al tempo stesso di un’azione e di un processo che si basa sulla conversione di un oggetto dalla versione analogica a quella digitale. La fase puramente operativa del lavoro consiste nell’acquisire la copia digitale del bene grazie all’uso di attrezzatura professionale, come scanner e macchine fotografiche, per poi passare al controllo qualità, alla post-produzione e alla generazione dei metadati. Tutto ciò che deriva da questa azione di riversamento è il cuore del processo di digitalizzazione, al termine del quale il patrimonio documentale o artistico può essere divulgato attraverso piattaforme web di consultazione, o essere a supporto di iniziative di storytelling culturale che vedono nelle fonti originali il focus narrativo. 

Le versioni digitali del patrimonio custodito in biblioteche, archivi, aziende, istituzioni non costituiscono infatti una semplice copia del bene acquisito, ma piuttosto rappresentano l’opportunità per intraprendere strategie di innovazione e divulgazione culturale. Proprio a partire da questo nuovo tipo di patrimonio è infatti possibile produrre valore sociale, culturale ed economico. 

Sempre più spesso le istituzioni si affidano a piattaforme come le Digital Library per diffondere le proprie collezioni e rendere accessibili documenti altrimenti non consultabili e a mostre multimediali; in questo modo, non solo patrimonio materiale e immateriale si integrano l’uno con l’altro, ma comportano anche lo sviluppo di iniziative specifiche e nuove potenzialità, aggiungendo, al fine della tutela e conservazione del bene culturale, la valorizzazione dello stesso.

Il ruolo del capitale umano nel processo di digitalizzazione è decisivo: tutta la filiera, partendo dall’acquisizione fino alla creazione di nuovi contenuti, necessita di essere gestita da personale specializzato e competente. In primo luogo, ciò comporta la creazione di nuove figure professionali e, in secondo luogo, la valorizzazione dei ruoli già esistenti. Bibliotecari, archivisti e professionisti del digitale trovano infatti nuove opportunità di crescita nello sviluppo di azioni mirate al patrimonio e integrano e ottimizzano le proprie conoscenze, concorrendo alla creazione di valore aggiunto.

Lo scenario pandemico ha contribuito a consolidare la necessità di transizione digitale: l’utilizzo della tecnologia è divenuto imprescindibile e continuerà a svolgere un ruolo cruciale nella gestione dei processi culturali, sociali ed economici. In conclusione, la definizione di un patrimonio digitale concorre alla creazione di un nuovo tipo di eredità culturale: le istituzioni e le aziende devono saperne cogliere le opportunità per governare le trasformazioni in atto.

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ETT crea esperienze uniche integrando design, storytelling e tecnologia all’avanguardia, per creare connessioni tra luoghi e persone attraverso esperienze immersive. Progetta sistemi di informazione, crea e gestisce grandi quantità di dati provenienti da fonti complesse.
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Benedetta Masolini – Responsabile marketing e Comunicazione – SPACE – Gruppo ETT
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